
di Marisa Fumagalli - Da Style - Corriere della Sera, dicembre 2006


«Qualche volta sono da mercato rionale... ». Non se la tira affatto, il produttore del vino più buono del mondo secondo la classifica dei 100 top stilata dall’autorevole rivista americana Wine Spectator. Lodevole low profile, con i tempi che corrono.
Ma Giacomo Neri, 41 anni, è davvero fatto così. Lo incontriamo nella sua tenuta di Montalcino, Toscana, dove sorge il casale di pietra viva, fulcro della piccola azienda toscana. Il fienile è stato trasformato in sobria foresteria, la nuova cantina è praticamente invisibile. Niente a che vedere con talune cattedrali «firmate» da grandi architetti. «Noi abbiamo fatto un’altra scelta» minimizza il signor Giacomo.
Dunque, il Brunello Tenuta Nuova 2001 Casanova di Neri sta nell’Olimpo, al primo posto, stracciando altri vini stranieri. «Quando il nome del mio vino premiato è finito sui giornali, sono stato travolto da complimenti e ordinazioni» ammette Neri. «Il fatto è che non ho potuto e non posso esaudire le richieste. Quasi tutte le 50 mila bottiglie del Tenuta Nuova 2001 sono già state vendute». Insomma, siamo al contagocce.
«Il nostro listino è invariato» spiega Neri «ma i ricarichi sono andati alle stelle». Succede quando il prodotto diventa un must. Accompagnare un pasto con una bottiglia di Tenuta Nuova 2001 oggi può costare dai 100 ai 200 e passa euro, dipende dallo «stile» del ristoratore. Rispetto al gotha dei produttori di Montalcino, la storia dei Neri è relativamente recente. Comincia con Giovanni, papà di Giacomo, commerciante di cereali che, negli anni Settanta, decide di investire in una tenuta agricola: il primo Brunello viene imbottigliato nel 1978.
La scelta è premiata nel 1987 con una medaglia d’oro all’Expo di Bordeaux. Giacomo, perito agrario, affianca il padre nell’attività. Nel 1991 Giovanni muore prematuramente e il figlio eredità l’azienda di famiglia. Da allora è un crescendo: acquisizione di altri vigneti, riconoscimenti. Dalle 30 mila bottiglie degli inizi, Casanova di Neri passa a 250 mila, con tre milioni di euro di fatturato.
Le caratteristiche del vino più buono del mondo? «Ha equilibrio e struttura» spiega Neri «profuma di macchia mediterranea. Mi piace paragonarlo a una bellissima ragazza che deve dare ancora il meglio di sé. Un consiglio da chi se ne intende: aspettate e bevetelo nel 2015». Il Tenuta Nuova viene vinificato con uve scelte di Sangiovese, invecchiato in fusti di rovere per 24-30 mesi e lasciato almeno un anno in bottiglia. Allora, lei è per la barrique? «Il legno migliora il vino, ma deve stabilizzarlo, non aromatizzarlo». Sulla disputa tra Barolo e Brunello, Neri è salomonico: «Sono gioielli italiani».