
«Durante gli anni, la nostra costante è stata la ricerca e l’acquisizione dei terreni che ritenevamo eccellenti per ottenere uve di gran qualità»
Casanova di Neri è tra i nomi più prestigiosi del panorama vitivinicolo internazionale. L’azienda, fondata nel 1971 da Giovanni Neri, continua ad avere la sua forza nella gestione familiare e nei piccoli numeri. La passione e la competenza di Giacomo insieme a 55 ettari di vigneto, distribuiti nelle migliori zone di Montalcino, rappresentano la combinazione sufficiente a produrre vini di grandissima personalità, unicità e riconoscibilità. Ne è un esempio il Brunello 2001 Tenuta Nuova, classificatosi al primo posto nella classifica dei Top 100 dell’autorevole rivista americana, distribuita in tutto il mondo, Wine Spectator. Un riconoscimento fra i tanti, da considerare un simbolico punto di arrivo per qualsiasi azienda.
La cantina di Casanova di Neri si trova al podere Fiesole: una nuova struttura sotterranea accanto a un edificio del Cinquecento. Il nome di quest’ultimo sarebbe un riferimento alla città di origine dei coloni che lo abitarono, all’epoca del Granducato fiorentino. Ma qui, ogni angolo ha il sapore della storia. Nei pressi di Montalcino c’era già una fortezza in epoca etrusca. Per la sua posizione strategica, Montalcino divenne nel 1110 una roccaforte della Repubblica di Siena che la dotò possenti mura. Fino alla prima metà del XIII secolo, Siena e Firenze si alternarono nella dominazione di questo centro. Dopo la battaglia di Montaperti (4 settembre 1260), Montalcino entrò definitivamente nell’orbita d’influenza senese. Siena ne fece un importante caposaldo difensivo, costruendo in soli due anni la rocca (1361-1363) e rinforzando le mura difensive. Nel 1462 Montalcino fu elevata al grado di città ed eretta a diocesi da Papa Pio II Piccolomini. Nel 1553 la cittadina subì l’ultimo grande assedio della sua storia da parte della milizie di Carlo V. E quando Siena, nel 1555, capitolò alle truppe medicee, famiglie di esuli fondarono la Repubblica di Siena in Montalcino che ebbe vita fino al 1559, cioè fino all’annessione al Granducato di Toscana, di cui da allora in poi la cittadina seguì le vicende fino all’annessione al Regno d’Italia.